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Pisa, Caracciolo: “Ci tenevamo a onorare la maglia. La A è un’altra cosa”
Dal nostro inviato allo Stadio di Bergamo, Martino Cardani
Anche Caracciolo, giocatore del Pisa, è intervenuto nella conferenza stampa nel post della sfida tra i toscani e l’Atalanta, pareggiata per 1-1. Ecco le sue parole, LIVE dallo Stadio di Bergamo grazie al nostro caporedattore inviato.
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Le parole di ? nella conferenza stampa nel post Atalanta – Pisa
Caracciolo sul ritorno in A
“Erano trentaquattro anni che si aspettava questo momento. Ci tenevamo a onorare la maglia. Sappiamo che sarà lunga e difficile e dobbiamo tenere questo atteggiamento se vogliamo salvarci”.
Caracciolo sulla partita
“Siamo stati in partita per cinquanta minuti, poi loro hanno giocatori incredibili e hanno provato a vincerla. Avremo da soffrire ogni partita, siamo giovani ma abbiamo preso Aebischer, Nzola, Cuadrado, Scuffet che ci daranno una mano con l’esperienza”.
Caracciolo sull’emozione
“L’emozione c’era e tanta. Sono orgoglioso del gruppo e del lavoro dei primi cinquanta minuti, ma anche di come abbiamo sofferto nel finale”.
Caracciolo sulla concentrazione prepartita
“Onestamente nel prepartita cercavo mia moglie e mio figlio, che erano vicini alla nostra curva”.
Caracciolo su una serata importante e sui timori
“Il timore era quello di affrontare giocatori che trovano la giocata da un momento all’altro, come Scamacca che fa un gol incredibile. Noi ci attacchiamo alla forza del gruppo, non molliamo mai, se uno sbaglia arriva l’altro. Seguiamo il mister, che sta facendo un gran lavoro”.
Caracciolo sulla Serie A
“La differenza di categoria c’è in tutto: dall’ambiente all’aria che respiri, alla gente che c’è allo stadio. Incontri giocatori fenomenali, che trovano la giocata in un istante. Alcuni giocatori sono venuti a darci una mano e portano esperienza e qualità. Meglio incontrare subito le squadre forti”.
Caracciolo sulla Roma in casa
“La partita di oggi si archivia subito. Con la Roma è stata l’ultima in A, trentaquattro anni fa. Si riparte, in casa, dalla Roma. Questo punto ci dà consapevolezza e sicurezza, dobbiamo coltivarle”.
Martino Cardani
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