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Atalanta 26/27: ecco come potrebbe giocare la Dea di Sarri

Atalanta 26/27: ecco come potrebbe giocare la Dea di Sarri

All’Atalanta è cambiato tutto: via Palladino, ecco mister Sarri, che porta mentalità simile, ma strategie differenti. Come giocherà la Dea? La probabile formazione per il 26/27 dovrebbe prevedere un cambio di modulo, che potrebbe passare al 4-3-3.

La probabile formazione dell’ Atalanta 26 / 27

  • ATALANTA (4-3-3): Carnesecchi; Zappacosta, Scalvini, Hien, Ahanor; Ederson, GAETANO, de Roon; De Ketelaere, Scamacca, Raspadori.
    • Allenatore: Sarri.

La novità fondamentale è il passaggio a 4 della difesa nerazzurra. Scalvini dovrebbe restare più bloccato e con meno libertà di impostazione, mentre gli esterni difensivi on saranno più a tutta fascia, pur avendo licenza di spingere. Il mediano, probabilmente Gaetano, unico acquisto a oggi dell’Atalanta, deve ripulire e gestire diversi palloni, da giocare in orizzontale o verticale, in velocità. Ederson e de Roon al consueto ruolo di interditori e incursori. In avanti, possibile Raspadori a sinistra.

I sogni di mercato dell’ Atalanta

Alajbegovic è in arrivo dal Leverkusen per 25 milioni: per il gioiellino battuta la concorrenza di diversi club europei, si attende la firma.

Jashari e Ricci del Milan e Gudmundsson della Fiorentina sono obiettivi che piacciono, ma che costano molto. L’Atalanta potrebbe farci un pensiero in caso di qualche uscita, o se mister Sarri ritenesse fondamentale inserire un nuovo elemento in mediana o nella zona offensiva del campo.

Accostati alla Dea, in più, ci sono diversi nomi che sembrano destinati a restare dei rumors: Hojbjerg, Puerta, Raskin, Mandela Keita, Breno Bidon, sono tutti centrocampisti che difficilmente abbracceranno mister Sarri, ma che mettono in evidenza come l’Atalanta possa operare per portare a Bergamo un nuovo giocatore nella zona nevralgica del campo.

Le aspettative stagionali dell’ Atalanta

L’Atalanta punta a una qualificazione alle coppe europee, magari migliorando la Conference della passata stagione.

Nella minore delle competizioni continentali per club, la Dea può puntare ad arrivare in fondo: in Conference non ci sono molte squadre con l’esperienza, la rosa e un allenatore come quello nerazzurro. Si può vincere.

Vincere la Coppa Italia, dopo qualche anno di delusioni, sarebbe una importante ciliegina sull’ottima torta che è la Dea.

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