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Il PAGELLONE dell’Atalanta nella stagione 2025 2026

L’Atalanta ha chiuso la stagione 2025 2026 conquistando la qualificazione alla Conference League: ecco il pagellone della squadra, in un’annata caratterizzata dal probabile errore nella scelta di Juric e dalla rincorsa verso l’Europa sotto la guida di Palladino.
Atalanta : il pagellone della stagione 2025 2026
- CARNESECCHI, 8 – L’annata della crescita e della consacrazione assoluta. Spesso è stato il migliore in campo della Dea, dovendo anche mettere la pezza ad alcune lacune difensive che hanno caratterizzato soprattutto l’avvio di stagione. Deve essere uno dei titolari inamovibili della rosa del futuro.
- ROSSI, SV.
- SPORTIELLO, 6 – Svolge il lavoro di vice senza troppi patemi. Giocatore di esperienza, si può contare su di lui in caso di assenza di Carnesecchi. Qualche sbavatura di troppo, ma è normale: non giocando, si perdono le misure.
- SCALVINI, 6.5 – Si è ripreso l’Atalanta, pur con qualche assenza di troppo. Quando c’è, e sta bene, fa la differenza ed è sicuramente uno dei pilastri su cui costruire la Dea del futuro. Tecnico, intelligente, sta migliorando in marcatura, anche se l’uomo contro uomo in area resta uno dei suoi problemi principali. Una stagione all’insegna del recupero.
- AHANOR, 6.5 – Giovanissimo con Juric ha trovato molto spazio, con Palladino un po’ meno. Errori di inesperienza a parte, che devono essergli concessi considerato il salto dal Genoa alla Dea, ha impressionato per fisicità e maturità in diverse scelte.
- HIEN, 6 – Si poteva fare meglio, pur in una stagione comunque sufficiente. Il difensore centrale, che ha patito qualche assenza di troppo, ha alternato prestazioni di alto livello ad altre meno convincenti. Può essere un leader della squadra, ma serve che cresca nella continuità.
- KOSSOUNOU, 5 – Sarebbe potuta essere la stagione della sua consacrazione all’Atalanta e, invece, è diventata quella che l’ha messo ai margini. Ha perso il posto a causa di alcuni errori importanti e per distaccarsi dallo stile di gioco di Juric, che pure gli dava più spazio, e Palladino. Per restare, serve un salto di qualità.
- KOLASINAC, 6 – Assente a lungo, quando è stato presente ha fatto sentire il suo carisma. Un giocatore come lui serve davvero molto a una squadra giovane, ma è fondamentale che riesca a essere fisicamente al top. Incarna alla perfezione il mantra de “La maglia sudata sempre”.
- DJMSITI, 7 – Il migliore dei difensori per costanza e rendimento. Su di lui si può contare sempre, in ogni situazione.
- DE ROON, 6.5 – Gli affanni del tempo che scorre inesorabile sul Capitano hanno costretto l’olandese bergamasco a fare più fatica del dovuto. Intelligente e duttile, contro squadre fisicamente ben preparate dalla grande corsa, si è dimostrato meno efficacie. Non si tocca, ma serve un rincalzo all’altezza.
- EDERSON, 6.5 – Partito in sordina, è migliorato nella seconda parte della stagione. Potrebbe lasciare la Dea, direzione Inghilterra, e l’impressione è che senza di lui l’equilibrio della Dea sia completamente da riscrivere.
- MUSAH, 5.5 – Quando sembrava essere pronto per imporsi anche come primo tra i sostituti, se non come titolare, si è perso. Più spazio con Juric, con Palladino è un po’ sparito, anche se sembrava aver trovato dimestichezza anche con la via del goal.
- PASALIC, 7 – Eterno. Non ci sono altre parole. Quando chiamato in causa, ha sempre fatto la differenza: che sia campionato, Coppa Italia o Champions League, lui c’è. Sempre.
- BELLANOVA, 4.5 – La vera delusione della stagione. Anche a causa di qualche infortunio di troppo, non ha trovato il ritmo necessario e, probabilmente, neppure quello che l’Atalanta si aspettava da lui. Lontano parente del giocatore devastante visto a Torino, è stato sorpassato nelle gerarchie anche da Bernasconi..
- ZAPPACOSTA, 7 – Tra i migliori. Passa il tempo, lui migliora. Sempre tra gli ultimi a mollare e tra i primi ad attaccare gli avversari, ha portato un grande contributo in termini di goal, assist e azioni pericolose. Un esterno davvero completo.
- ZALEWSKI, 6.5 – Ha portato tecnica, velocità e buoni piedi alla squadra. Ha alternato momenti della stagione in cui era semplicemente imprendibile, ad altri di leggero calo. Ha dimostrato, comunque, di poter essere uno dei giocatori su cui puntare nell’immediato futuro.
- BERNASCONI, 6.5 – Un altro prodotto della scuola Atalanta che prende il volo. Per lui, forse un po’ a sorpresa, è stata la stagione della crescita prima e della consacrazione poi. Timido all’inizio, è cresciuto costantemente, diventando un titolare fisso della squadra. Piedi buoni, deve imparare a metterli a disposizione della squadra sempre, e non solo a folate.
- DE KETELAERE, 5.5 – In netto calo rispetto alla stagione precedente, è stato tormentato da qualche infortunio di troppo. Quando si accende, è letale, ma si è visto meno di quanto ci aspettassimo.
- SAMARDZIC, 5.5 – Qualche lampo, ma non abbastanza per prendersi l’Atalanta. Ha faticato a imporsi tra i titolari e, a lungo, ha perso anche il ruolo di prima riserva di quelli davanti. L’impressione è che, davanti a un’offerta congrua, possa salutare.
- KAMALDEEN, 5 – Arrivato anche per sostituire Lookman, non è riuscito in un’impresa difficile. Bravo in alcune situazioni (vedi contro la Juventus) che avevano fatto ben sperare, si è perso, restando un acquisto incompiuto.
- RASPADORI, 6 – Ottimo acquisto in prospettiva, ha fatto vedere qualcosa di buono, anche se è stato fermato da problemi muscolari. La prossima stagione può farci divertire.
- SCAMACCA, 5.5 – Non per colpa sua, ma i problemi fisici hanno limitato una stagione nella quale ha dimostrato che, quando c’è, può essere letale. La prima punta della Dea, tuttavia, deve garantire di più in termini di partite giocate in una stagione…
- KRSTOVIC, 6.5 – Partito con evidenti difficoltà nell’adattarsi al gioco dell’Atalanta, è cresciuto nella seconda parte di stagione, prendendosi la squadra sulle spalle e segnando goal pesanti. In fin dei conti, ha svolto bene il suo ruolo di sostituto del titolare.
- PALLADINO, 6.5 – Arrivato con l’Atalanta in grande difficoltà, è riuscito nell’impresa di centrare una qualificazione europea non scontata. In Champions è uscito contro un Bayern di un altro livello. Peccato per un finale di stagione che avrebbe potuto regalare gioie più grandi. La semifinale di Coppa Italia contro la Lazio resta un cruccio.
Martino Cardani
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